Le botteghe medievali fra serialità e innovazione: la Madonna di Castelfiorentino e la Madonna di Crevole
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L’articolo mette a confronto due opere cruciali per l’esame delle scuole fiorentina e senese della fine del Duecento: la Madonna di Castelfiorentino e la Madonna di Crevole. La prima è stata al centro del dibattito critico, fin dalla sua emergenza negli studi, all’inizio del Novecento, per la sua incerta collocazione attributiva fra Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto. Il confronto con la seconda, attestata stabilmente nell’area senese e nell’attribuzione a Duccio di Buoninsegna, ha stimolato, ancora una volta, il riesame della possibile collaborazione tra i tre grandi artisti. La lettura della riflettografia e l’esame tecnico hanno dimostrato per entrambe le opere l’uso parziale di un identico patrono, rinnovato e modificato nel caso della Madonna di Castelfiorentino, nella quale si osserva anche uno straordinario utilizzo di cartone a spolvero, in un caso esemplare, forse il primo conosciuto finora.
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- Titre Crossref
- Le botteghe medievali fra serialità e innovazione: la Madonna di Castelfiorentino e la Madonna di Crevole
- Date Crossref
- 01/01/2025
- Éditeur
- OpenEdition
- Type
- journal-article
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