Infarto e danno miocardico periprocedurali dopo rivascolarizzazione miocardica: incidenza, implicazioni cliniche e prognosi
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La rivascolarizzazione miocardica, sia percutanea che chirurgica, rappresenta un’importante strategia terapeutica nell’ambito delle sindromi coronariche acute e croniche. Nella pratica clinica non è infrequente incontrare complicanze di queste procedure, nello specifico il danno e l’infarto miocardico periprocedurali. I meccanismi eziopatogenetici sono molteplici e diversi per la rivascolarizzazione percutanea (embolizzazione distale, vasospasmo, occlusione di un vaso minore) e chirurgica (ischemia prolungata, fallimento precoce del graft, aritmie o ipotensione insorte nel periodo intraoperatorio). Le troponine ad alta sensibilità si sono imposte come biomarcatore di riferimento in virtù del loro valore prognostico. Tuttavia, i dati disponibili in letteratura in merito a criteri diagnostici, gestione e implicazioni terapeutiche sono contrastanti. Scopo di questa revisione della letteratura è descrivere lo stato attuale delle conoscenze in merito al danno e all’infarto miocardico periprocedurali, offrendo una panoramica delle definizioni più frequentemente utilizzate nella pratica clinica e delle evidenze più aggiornate in merito alla gestione e alle conseguenze prognostiche di queste complicanze.
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Le contrôle bibliographique ouvert
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- Titre Crossref
- Infarto e danno miocardico periprocedurali dopo rivascolarizzazione miocardica: incidenza, implicazioni cliniche e prognosi
- Date Crossref
- 01/11/2023
- Éditeur
- Il Pensiero Scientifico Editore
- Type
- journal-article
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