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Lo sguardo connettivo: le macchine per disegnare in prospettiva tra XVI e XVII secolo

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Il saggio focalizza l'attenzione sul ruolo connettivo che lo sguardo ha avuto nello sviluppo delle macchine per disegnare tra XVI e XVII secolo.In particolare nei 'prospettografi' l'atto del guardare e del traguardare relaziona l'uomo osservatore con ciò che lo circonda definendo l'evoluzione delle macchine stesse e della Scienza della Rappresentazione.Lo strumento relaziona, di volta in volta, 'problema e soluzione', 'spazio reale e spazio della rappresentazione', 'tridimensionalità e bidimensionalità'.Emerge che il meccanismo, l'automazione del processo del disegnare attraverso le possibili modalità dello sguardo/traguardo controlla il processo di astrazione in relazione alla realtà materiale.Le rappresentazioni figurative che da questo nesso derivano, incorporano la corrispondenza, quindi, tra modus operandi e modus cogitandi.Parole chiave macchine per disegnare, prospettiva, strumenti, ottica, guardare.Lo sguardo connettivo: le macchine per disegnare in prospettiva tra XVI e XVII secolo Laura Farroni Giulia Tarei Schema delle distanze di uno strumento dipendenti dall'antropometria. IntroduzioneIl tema degli strumenti e metodi per la prospettiva applicata [Salvatore 2020, p. 95] nell'ambito della letteratura scientifica è stato oggetto di numerosi studi in cui si approfondisce l'utilizzo in ambito progettuale, per il riporto di curve e disegni su superfici murarie, o per il rilievo, ma anche gli aspetti relativi ad un uso puramente legato all'interpretazione geometrica dello spazio, o ad uso didattico.La spiegazione del funzionamento delle macchine è, spesso, interpretata attraverso la ricostruzione di modelli, sia fisica che virtuale.Sono, inoltre, molte le collezioni di strumenti conservate all'interno di musei o di sedi universitarie: si segnala a titolo esemplificativo il laboratorio di macchine matematiche dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (figg.1, 2).Molti sono anche i contributi di carattere teorico e le sperimentazioni di autori quali Fabrizio Gay, Filippo Camerota, Andrea Casale, Maria G. Bartolini Bussi, Laura Farroni e Marta Salvatore, le cui indagini hanno talvolta un carattere classificatorio, con una visione ampia che tende ad una sistematizzazione, talvolta si incentrano su un particolare strumento o autore, anche in riferimento alla produzione trattatistica prodotta tra il XVI ed il XVII secolo ormai facilmente consultabile nelle risorse online degli archivi.Negli ultimi anni, è noto, sono stati resi accessibili molti testi antichi attraverso le digitalizzazioni e la messa in rete in open source.Con il contributo presentato si intende focalizzare l'attenzione sul ruolo connettivo che lo sguardo ha avuto nello sviluppo delle macchine per disegnare nel periodo in esame.In particolare, nei 'prospettografi' l'atto del guardare e del traguardare relaziona l'uomo osservatore con ciò che lo circonda definendo il funzionamento delle macchine stesse, il modo di descrivere la forma e l'evoluzione della Scienza della Rappresentazione.Tra il XVI ed il XVII secolo architetti, matematici, ingegneri, astronomi, usano gli strumenti e li adattano a seconda del loro impiego.Protagonisti del secolo della rivoluzione scientifica sono figure di scienziati che coadiuvarono lo sviluppo di teorie e tecniche per l'analisi e la codifica delle leggi che regolano il mondo fisico.Il lavoro e le ricerche che tali personalità portarono avanti nell'ambito della sperimentazione strumentale per la Scienza della Rappresentazione testimonia un aspetto cardine della modalità operativa intrinseca a tale scienza, l'unione tra 'sapere e saper fare'.Lo strumento si pone dunque come elemento di connessione tra 'problema e soluzione', tra 'spazio reale e spazio della rappresentazione', 'tra tridimensionalità e bidimensionalità'.Partendo dall'analisi del modo di fissare lo sguardo per ritrarre la realtà, la ricerca si è sviluppata nel comprendere le componenti di alcuni esemplari e le variazioni in ragione del loro utilizzo.I risultati sono stati raccolti in un abaco che presenta una classificazione di strumenti che considera due aspetti: gli elementi che compongono ciascuna macchina e i modi d'uso.Le componenti materializzano gli elementi teorici, il loro assemblaggio garantisce i principi geometrici e il meccanismo replica le operazioni caratterizzanti la rappresentazione prospettica.In essi, quindi, sono riconoscibili: l'osservatore, il raggio visivo, il piano di quadro, e Figg. 1, 2.

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Le contrôle bibliographique ouvert

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Titre Crossref
Lo sguardo connettivo: le macchine per disegnare in prospettiva tra XVI e XVII secolo
Date Crossref
01/01/2021
Éditeur
FrancoAngeli srl
Type
book-chapter

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Où se fait cette recherche

  • University of Tübingen pays non établi dans la notice
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    Institution

University of Tübingen et Museum der Universität Tübingen MUT.

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